Qual'è il senso del tuo alzarti la mattina?
Del tuo lavorare, pensare, progettare?
Del tuo soffrire?
Del tuo correre di qua e di là, comprare, spendere, guadagnare?
Il senso del tuo studio, il senso delle energie che spendi per te e per gli altri?
Sono domande che rinascono dentro proprio quando hai il dono di incontrare persone belle.
Persone che profumano di questo senso. Persone unificate.
Non basta dire che il senso della tua vita è Dio.
Non basta pensare che tutto ciò che fai sarà comunque benedetto da Dio.
E' vero: tu sarai sempre amato e l'amore farà comunque in chi lo accoglie meraviglie...
e può darsi perfino che tu scopra la tua vocazione quando già ci sei dentro da tempo...
Come Abramo, chiamato a lasciare la sua terra e partire quando già stava uscendo con suo padre Terach.. strano, no?
Sentite:
Poi Terach prese Abram, suo figlio, e Lot, figlio di Aran, figlio cioè del suo figlio, e Sarai sua nuora, moglie di Abram suo figlio, e uscì con loro da Ur dei Caldei per andare nel paese di Canaan. Arrivarono fino a Carran e vi si stabilirono (Gn 11,31).
E subito dopo si dice:
Il Signore disse ad Abram: "Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò (Gn 12,1).
Come prende forma e coscienza in noi il senso della nostra vita rimane un mistero.
Quello che è certo è che la pienezza di questo senso la scopri quando avverti la concretezza della sua Presenza, Presenza che si fa appello, chiamata, invito e incontro.
Non ci basta incontrarci e coccolare i desideri più profondi di noi stessi se questi rimangono un velo all'incontro con Colui che riempie il senso di ogni angolo della creazione.
Aggiungere competenze a competenze, lavorare, studiare, sciare, andare a cavallo, pilotare aerei o sfrecciare sull'asfalto in moto, innamorarsi, sposarsi, essere amati ed amare, guidare un'azienda, il successo, la conoscenza e la scienza... ti basteranno senza esserti incontrato con i suoi desideri su di te?
Lui! Lo senti?
Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me (Ap 3,20).
Ma concretamente... qual'è stato o può essere l'ingresso di Lui nella tua vita?
Persone belle (lasciatemelo dire) come Carlo e Chiara hanno accolto i Suoi desideri concretamente e concretamente li hanno riconosciuti. Come?
Accogliendosi l'un l'altro e accogliendo Giovanni Maria.
E' questa la loro vocazione, il dono di cui vivono. Presenza concreta di Dio tra loro. Pienezza di senso che cresce e riempie il loro camminare insieme in questa storia fino all'incontro perfetto e beatificante con Lui.
Prendo ancora in prestito le loro parole...
Un gesto d'Amore...Dio ci chiama alla vita!
Abbiamo ricevuto una Luce che ci indica il cammino...per procedere sicuri...per avanzare coraggiosamente...
Giovanni Maria ci fa riscoprire ogni giorno la bellezza della vita...le conferisce leggerezza e spessore...vi semina germi di senso...e le restituisce la sua inestimabile dignità...
Abituati a misurare tutto in termini di risultati, di 'profitti' tendiamo ad ignorare che ciò che fa 'bella' una vita non è il successo, ma il viverla con gli altri, il poterla spendere per i propri cari, gli amici, il saperla abitata dal senso, il percepirla conforme alla nostra vocazione più intima, alla nostra verità più profonda.
Da neo-genitori ci rendiamo conto che la famiglia diviene un punto fermo, un molo dal quale staccarsi per imparare a navigare verso gli altri per vivere meglio e più serenamente dando volto a noi stessi!
Ciascuno diventa dono per l'altro...
Ci sentiamo chiamati a corrispondere questo Amore e ad assumerne le responsabilità, con la certezza che solo domandandosi si trova se stessi e il senso della vita.
Solo l'Amore è credibile...
Solo l'Amore sazia...
Solo l'Amore vive per sempre...



